Google verifica il comportamento dei suoi utenti per
stabilire la rilevanza dei risultati forniti? (Ottobre 2005)
Come fa il motore di Mountain View a fornire risultati che
sembrano a volte selezionati da persone in carne ed ossa?
Una interessante teoria potrebbe chiarire molte cose.
Qualche settimana fa un noto servizio informativo
statunitense, specializzato nelle news sui motori di
ricerca, ha rilanciato l'ipotesi (peraltro non completamente nuova), che Google
sfrutti l'analisi dei click sui link
presentati nei propri risultati per modificarne il
posizionamento.
Se ciò venisse confermato, si
tratterebbe del classico uovo di Colombo. Infatti, chi
meglio di utenti umani interessati solamente a cercare
informazioni su un certo argomento potrebbero fornire al
motore indicazioni obiettive e disinteressate sulla rilevanza e sulla attinenza dei risultati
proposti.
Questo meccanismo ha anche il pregio di essere relativamente semplice da
realizzare dal punto di vista tecnico, visto che è già alla
base di molti software di
rilevazione statistica delle visite e viene utilizzato in tutti i sistemi
avanzati di tracking della navigazione sui siti internet.
Ma come si è arrivati a formulare questa ipotesi? Fino al
mese scorso, tutti gli URL dei siti presenti nelle pagine
dei risultati di ricerca di Google non erano diretti ai siti
indicizzati, ma avevano una struttura del tipo:
http://www.google.com/url?par1=x&par2=y&par3=z
&url=http%nome-del-sito-indicizzato.
Arrivavano quindi al sito di destinazione attraverso un
reindirizzamento.
Non esiste alcuna altra spiegazione logica per questo
superlavoro dei server di Google se non quella che il
motore fosse in grado di registrare i click sui risultati proposti tramite
appunto un sistema di tracking. Guarda caso però, pochi giorni dopo l'uscita
dell'articolo che avanzava questa ipotesi, il codice stesso è
scomparso ed al momento i link sono apparentemente diretti.
Se venisse confermato che il motore di ricerca
californiano utilizza anche questo metodo per affinare i
risultati delle ricerche, si spiegherebbero
anche dei risultati che poco hanno a che fare con una
indicizzazione esclusivamente automatica (sia pure
estremamente sofisticata). Mi riferisco in particolare a
ricerche del tutto particolari, come ad esempio quelle su una qualsiasi
località italiana.
Effettuando ricerche in Google.it per i nomi di quasi
tutte le città italiane, infatti, 9 volte su 10 compare al primo posto il
sito della sua amministrazione comunale. Se si esclude che in California
si siano preoccupati di inserire una modifica apposta per
favorire questi siti istituzionali e si considera anche che
la quasi totalità di questi siti sono tutt'altro che
ottimizzati, è verosimile ritenere che sia il tasso di click
through (cioè il numero di volte che noi utenti si clicca
su questi siti) a spingere verso l'alto questi risultati.
Certo è vero che il sito di un qualsiasi comune
medio-grande
riceve parecchi link in maniera pressoché automatica e
ha il nome della località ripetuto molto spesso nelle sue
pagine e negli stessi URL, ma, basta
questo a spiegare la loro predominanza sulla
miriade di siti turistici locali, spesso pesantemente
ottimizzati? A mio parere no.
Questa ipotesi spiegherebbe anche perchè i risultati
di Google siano ancora relativamente più attendibili rispetto a
quelli degli altri principali player del settore. Il motivo principale potrebbe risiedere infatti
proprio nei milioni di "inconsapevoli redattori", che
incessantemente selezionano i risultati apparentemente
migliori tra quelli proposti. In altri termini, potremmo essere
proprio noi con le nostre scelte a determinare la precisione
dei suoi risultati!
Non c'è però nessuna evidenza che anche gli altri motori
non usino un sistema di tracking (anzi Yahoo sembra proprio
avere un sistema di rilevazione analogo), e quindi finché non ci saranno altri
riscontri, questa rimarrà solo una interessante teoria.
Sconsiglio infine di precipitarsi a fare ricerche
sulle "proprie" keyword, per poi cliccare ossessivamente sui
link al proprio sito, perchè così come è tecnicamente facile
rilevare i click, lo è anche rilevare il numero di IP da cui
vengono fatti, e, quindi, non credo convenga al momento
rischiare di vedere penalizzato il proprio sito perchè
riceve click solo da un ristretto numero di indirizzi IP! Molto meglio è creare delle
pagine che offrano veramente qualche buon servizio ai
visitatori, ottimizzarle e tenerle poi sempre aggiornate.

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